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Cosa significa misurare la maturità digitale di un’azienda?

Avviare processi di digital transformation nella propria azienda non è più una scelta da pionieri, ma rappresenta ogni giorno di più una necessità per restare competitivi in un mercato sempre più automatizzato e ipertecnologico. Il primo passo per strutturare un progetto di trasformazione digitale efficace è analizzare i processi interni per verificare il proprio livello di maturità digitale, valutando quanto le competenze digitali aziendali siano sviluppate e ottimizzate.

Attraverso quest’analisi un’organizzazione può rientrare in quattro diversi stadi di maturità digitale: attiva, impegnata, competitiva e matura.

Le imprese attive adottano soluzioni digitali pragmatiche per fornire servizi come e-commerce o monitorare le prestazioni aziendali; diversamente, le realtà impegnate a livello digitale le adottano in modo trasversale in ogni ambito aziendale, investendo sullo sviluppo dei processi tecnologici. Le organizzazioni con una maturità digitale competitiva invece non solo utilizzano soluzioni digitali per aumentare l’indotto, ma lavorano anche con i big data per la definizione di modelli predittivi utili a gettare le basi per una posizione di maggiore leadership nel futuro. Infine ci sono le aziende digitalmente mature, capaci di integrare intelligenza artificiale e apprendimento automatico nei loro processi, una scelta che si traduce in un notevole vantaggio rispetto ai competitor.

Digitalizzazione e imprese in Italia. La sfida dell’Industria 4.0

Secondo l’indagine ISTAT “Digitalizzazione e tecnologia nelle imprese italiane” sulla valutazione della maturità digitale delle imprese, solo il 3,8% delle organizzazioni italiane possono essere definite come digitalmente mature. Un dato che tocca il 4,7% nel Nord-ovest e che arriva al 23% nelle imprese strutturate con più di 500 dipendenti. Al di là di queste eccellenze, la maggior parte delle realtà italiane risulta aver compreso l’importanza del digitale e, in misura e modalità differenti, sta investendo nella trasformazione tecnologica. È evidente però che in molti casi la realizzazione di un modello strutturato di digitalizzazione dell’impresa, che preveda l’utilizzo integrato delle tecnologie, è ancora molto lontano.

La definizione di un piano di digital transformation e l’adozione di processi in grado di portare l’azienda a un grado maggiore di digitalizzazione richiedono a monte un’accurata fase di valutazione della maturità digitale o digital readiness dell’organizzazione. Questo parametro è misurato secondo un Digital Maturity Score, un indice che rileva la consapevolezza e la predisposizione del management e di tutto il personale davanti all’introduzione di nuovi processi di innovazione tecnologica e riorganizzazione digitale.

La transizione verso l’Industria 4.0 e il conseguente sviluppo di una maggiore maturità digitale è un processo molto articolato, che risulta spesso complesso da adottare in autonomia da parte delle imprese. A fronte di questa criticità, Quin si propone come partner d’eccellenza per accompagnare le organizzazioni in questa delicata evoluzione, grazie all’utilizzo del modello proprietario di maturità digitale Quin Maturity X.0.

Digital Assessment cos’è e come funziona il Quin Maturity X.0

Il Maturity Model sviluppato da Quin, consolidato nel tempo e applicato con successo in numerose realtà di diversi settori, ha l’obiettivo di misurare la digital intelligence di una realtà, ossia il suo sviluppo informativo e informatico: un percorso che comprende l’analisi dei processi operativi, organizzativi e dei sistemi IT attraverso la somministrazione di un questionario sulla maturità digitale strutturato, che viene integrato con il grado di complessità del contesto di business aziendale. La complessità rappresenta un fattore imprescindibile del modello Quin poiché permette di definire le aree di intervento da migliorare e gli strumenti più adeguati da adottare per vincere le sfide dell’industria 4.0.

Sono stati individuati tre tipi di complessità di business:

  • Strutturale, riferita al numero di elementi, dati e procedure che l’organizzazione deve gestire quotidianamente;
  • Delle relazioni, ovvero la forza e la densità delle relazioni sia interne sia esterne all’azienda;
  • Emergente, legata alle dinamiche e alle evoluzioni dell’impresa e del mercato.

A questo punto è possibile misurare in percentuale la complessità e capire quale tipologia è prevalente, identificare gli ambiti più critici in relazione al modello di business e le cause di complessità per determinare le aree aziendali prioritarie su cui intervenire.

Le risposte fornite nel Quin Maturity X.0, unite alla valutazione della complessità, permettono di misurare per ogni area aziendale individuata il livello di sviluppo dell’organizzazione su 3 dimensioni principali: processi, tecnologie, organizzazione.

La prima dimensione indaga il grado di sviluppo dei processi aziendali, valutando le sotto-dimensioni di pianificazione del processo, esecuzione, monitoraggio e controllo, orientamento all’eccellenza. La seconda si concentra sulla maturità della dimensione tecnologica, ovvero sugli strumenti a supporto utilizzati, la copertura, l’efficienza e l’usabilità, l’integrazione e la connettività. La terza dimensione, infine, analizza gli aspetti organizzativi, la comunicazione e i valori, la governance, la leadership, il learning e il develpoment.

La percentuale di complessità rappresenta quindi il termine di confronto per il livello maturità delle aree e sotto-aree aziendali, incrociate con le dimensioni di analisi. Affinché l’azienda si possa considerare “matura” nell’affrontare e gestire il livello di complessità che caratterizza il proprio modello di business, infatti, la maturità rilevata sulle tre dimensioni per le aree e le sotto-aree deve essere quantomeno equivalente (in termini percentuali) alla complessità.

esempio complessità maturitàIn questo esempio l’azienda risulta avere un livello di complessità media globale del 55%, con una predominanza di complessità di tipo emergente. Il livello di maturità risulta inferiore alla complessità (quindi non sufficiente), in particolare per quanto riguarda lo sviluppo dei processi e delle tecnologie aziendali.

Tuttavia non bisogna fermarsi alla maturità globale ma è necessario indagare i livelli di maturità di ogni area e sotto-area aziendale, confrontandoli sempre con il livello di complessità registrato (55%), per poter individuare con maggiore precisione i punti critici dell’azienda.

In alcuni casi, come nell’esempio riportato nell’immagine sottostante, se il numero di interviste realizzate è sufficiente anche il livello di complessità viene ulteriormente approfondito, andando a mappare il livello di complessità percepita per gli appartenenti a ogni singola funzione/area aziendale coinvolta nell’analisi.

Complessità

La matrice che emerge dalla fase di assessment condotta grazie al Quin Maturity X.0 evidenzia le aree critiche dell’azienda, per le quali diventa fondamentale perseguire un miglioramento che consenta alla stessa di interfacciarsi in modo più proficuo ed efficiente con la propria complessità. Di conseguenza, i risultati emersi durante l’analisi condotta con il metodo Quin Maturity X.0 diventano il punto di riferimento per tracciare una roadmap comprensiva di azioni da implementare, benefici attesi e priorità degli investimenti, il tutto sempre in modo coerente con gli obiettivi strategici aziendali

Un’accurata ed esperta conduzione della fase di Digital Assessment costituisce la base essenziale per la definizione di un efficace processo di implementazione, che consentirà di rilasciare con frequenza nuovi processi, sistemi e interventi e di verificare e ottimizzare le performance, andando ad alimentare il circolo virtuoso del miglioramento continuo.

 

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